Winter Camp 2021: emozioni reali di un evento virtuale (4^ parte)

Le emozioni ancora vive di… Cinzia

Il Winter Camp è ispirazione!
Non c'è modo migliore per iniziare l'anno che lasciarsi ispirare dall' energia positiva del Winter Camp.

Di quando ero piccina ricordo l'eccitazione di calcare il tatami insieme ai "grandi" del judo, i  buoni propositi per la stagione e soprattutto le ore passate sugli spalti ad osservare gli allenamenti di questo o quel campione.

Da qualche anno però vivo il Winter Camp in maniera diversa, da dietro le quinte, insieme alle ragazze del Media Team FVG. Lo vivo come un'opportunità e un privilegio pazzeschi. Il fatto è che il Winter Camp mi dà la possibilità di conciliare le mie due passioni: il judo e le lingue, che in questi anni mi hanno permesso di entrare in contatto con campioni che sembravano inavvicinabili, di scoprire storie curiose, di intravedere la loro personalità e, alle volte, di capire perché alcuni sono così speciali.

Tutto quello che da piccola mi domandavo guardando da lontano (chissà da dove viene, qual è la sua storia, come ha fatto a raggiungere i suoi obiettivi...), ho l'opportunità di chiederlo ai diretti interessati. Mi nutro delle esperienze e delle emozioni di persone speciali. Mi lascio guidare da ciò che mi raccontano, spesso spontaneamente, nella pausa caffè o tra un allenamento e l'altro. Mi vengono idee che condivido con le ragazze del team, che a loro volta ne portano delle altre. Le mettiamo insieme per raccontare storie di judo, di persone, di vita oltre al tatami, storie che ci smuovono l'anima e che speriamo entrino nel cuore di chi le legge, le vede, le ascolta. Mi ha sempre affascinato il dietro le quinte, perché da dietro il sipario riesco a godermi tutto lo spettacolo.

(Cinzia Valle)


Le emozioni ancora vive di… Laura

Se penso al Winter Camp 2020 penso sicuramente al fatto che nessuno avrebbe mai immaginato tutto ciò che è successo dopo. È stato l'ultimo stage che ho fatto e forse l'ultima volta in cui sono stata serena e spensierata con i piedi sulla materassina, dove ci si poteva ancora abbracciare e battere il 5 e l'unica preoccupazione, se così la si può chiamare, era con chi fare i randori del pomeriggio o di non scordarsi in camera il nastro per le dita.

Ricordo che nel periodo invernale avevo iniziato a lavorare e facevo orari impegnativi non riuscendo ad allenarmi al meglio. Ma questo non divenne un pretesto, tant’è che trovai il tempo per andare allo stage a Bardonecchia, subito dopo Natale e, pochi giorni dopo, nonostante stessi ancora lavorando, facevo la spola fra Lignano e Udine in macchina la sera tardi o la mattina presto per essere sempre puntuale sul tatami. Stanca, di fretta, ma sentendomi nel posto giusto.

Mai come in questi mesi lontana da tutto ciò, ho capito quanto ci sia davvero poco di banale, quanto sia stupido risparmiarsi per paura di sbagliare, tante rosicate inutili piuttosto che sorrisi, ma soprattutto quanto lo stare sulla materassina mi permetta di esprimere la migliore versione di me. O, se non altro, nel bene e nel male, certamente la più vera. Il Winter Camp ha avuto da sempre un sapore particolare, un’atmosfera magica, aria di casa, ma allo stesso tempo aria di inizio. Spero davvero di poterla respirare di nuovo a pieni polmoni.

(Laura Scano)

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