Brandolin prepara la ripartenza: «Niente liberi tutti, sarà graduale»

Lo sport targato Fvg pensa alla ripartenza. Che sarà giocoforza graduale e dettata da linee guida ben precise, ma contribuirà a dare un segnale molto importante dopo quasi due mesi di lockdown e di paralisi pressoché totale di ogni attività.Il Coni regionale, guidato da Giorgio Brandolin, attende le istruzioni del Governo su ciò che si potrà fare e cosa no dal 4 maggio, ma nel frattempo sta lavorando di concerto con l'assessorato allo sport per sostenere con tutta una serie di misure straordinarie società e associazioni sportive costrette a fare i conti con le difficoltà economiche causate dallo stato d'emergenza del Paese.

Brandolin, come ripartirà lo sport regionale?

«Dipende tutto dal Governo, in riferimento all'andamento della pandemia. Il presidente del Coni nazionale, Giovanni Malagò, ha dato incarico al Politecnico di Torino di dettare le linee guida per una ripresa degli allenamenti. Una volta avute le linee guida, sapremo come ci si potrà muovere. Però dal 4 maggio non aspettiamoci un "liberi tutti"».

In ambito sportivo, chi ripartirà per primo?

«Chi svolge attività all'aperto e in forma individuale. Penso alla corsa e all'atletica, ovviamente con il necessario distanziamento, ma anche al tennis: Antonio De Benedittis (presidente della Federtennis regionale, ndr) ha già provveduto a dettare le linee guida».

Quali sono invece le discipline con maggiori criticità?

«Gli sport di squadra, quelli che prevedono contatto fisico e quelli che si svolgono al chiuso. Vedremo, come ho già detto saranno le linee guida del Governo a darci una risposta precisa. Seguire i protocolli sarà importante, sia per evitare contagi, sia per tutelare i presidenti delle società sportive da responsabilità di qualsiasi tipo. La riapertura va fatta nella massima sicurezza».

Quanti sono i tesserati in regione che stanno scalpitando?

«Oltre centomila, compresi gli enti di promozione e le discipline associative. Gran parte di questi sono giovani».

Quante sono, invece, le società sportive presenti sul territorio regionale?

«Circa tremila, di cui quattro professionistiche: Udinese, Triestina e Pordenone nel calcio, Pallacanestro Trieste nel basket».

Quante di queste tremila società rischiano seriamente di sparire, travolte dalla crisi economica?

«Penso e spero nessuna. C'è da dire che il totale era in calo già negli anni scorsi, ma per altri motivi. Ci sono meno bambini, si fanno più fusioni fra società. È un problema che non dipende dal coronavirus».

Con che misure state pensando di sostenere le società sportive?

«In vari modi. C'è un disegno di legge a salvaguardia dei contributi già distribuiti alle società per manifestazioni, acquisti di attrezzature e lavori sull'impiantistica, sia nel mondo delle specialità olimpiche, sia in quello della attività paralimpiche. Confidiamo che venga approvato entro metà maggio. L'assessore regionale allo sport Tiziana Gibelli, inoltre, farà richiesta all'Anci affinché vengano eliminati i canoni pubblici per gli impianti sino alla fine del 2020, come ha già fatto il Comune di Trieste».

Altre idee per sgravare i costi fissi dei sodalizi?

«Auspico che le aziende che distribuiscono energia elettrica, gas e acqua si facciano parte diligente per fare uno sconto. Su tutte le proposte stiamo lavorando in accordo con l'assessore Gibelli e il suo staff».

Basterà la defiscalizzazione per evitare la fuga degli sponsor?

«Molto dipenderà dalle decisioni del Governo. Io sono convinto che gli sponsor vicini al nostro mondo non ci abbandoneranno».

Per i collaboratori sportivi che novità ci sono?

«Dalle informazioni che ho, dopo aver ricevuto 600 euro a marzo dovrebbero ottenere un bonus di 800 euro anche ad aprile e maggio».

Il rinnovo delle cariche del Coni slitterà di un anno come i Giochi Olimpici?

«Lo statuto prevede una durata di quattro anni, di prassi dopo le Olimpiadi. Credo che un eventuale rinvio di un anno dipenderà dal Ministero dello Sport».

A proposito di Olimpiadi: un messaggio per tutti gli sportivi friulani che dovranno aspettare un anno per parteciparvi?

«Il pass per i Giochi l'avevano già in venti. Lo manterranno e mi auguro che altri si aggiungano. Spero che possano trovare la forza e l'entusiasmo per prepararsi al meglio in vista dell'estate 2021».

Giuseppe Pisano - Messaggero Veneto sabato 25 aprile 2020

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