«Entro 4 settimane la decisione su Tokyo Valutiamo un rinvio»

Il Comitato Olimpico Internazionale traccia un punto di non ritorno e per la prima volta prende in considerazione l’ipotesi di un rinvio dei Giochi di Tokyo 2020. È questo il dato significativo che emerge dall’esecutivo straordinario di ieri. «Il Cio, in pieno coordinamento con il Comitato organizzatore di Tokyo 2020, le autorità giapponesi e il governo metropolitano di Tokyo, avvierà discussioni per completare la valutazione del rapido sviluppo della situazione sanitaria mondiale e il suo impatto sui Giochi, tra cui lo scenario del rinvio. Il Cio è fiducioso di portare a termine queste discussioni entro le prossime quattro settimane». Allo stesso tempo il presidente Thomas Bach ha voluto inviare una lettera agli atleti dove, sottolineando come «la cancellazione dell’evento non è nella nostra agenda», spiega quali sono le criticità rispetto all’eventualità di un rinvio della competizione: «Contrariamente ad altri eventi sportivi, rinviare i Giochi olimpici è una sfida complessa». Bach poi porta qualche esempio: «Molti siti olimpici potrebbero non essere disponibili, la logistica degli hotel sarebbe difficile da gestire mentre il calendario di 33 discipline andrebbe modificato». L’apertura del numero 1 del Cio ha trovato l’immediata approvazione della World Athletics (Federazione mondiale dell’atletica) che spinge per rinviare l’evento: «Siamo pronti a lavorare con loro e con tutti gli sport per trovare una data alternativa».

Ipotesi

Al netto delle difficoltà organizzative di un possibile rinvio del Giochi, il Cio si prende dunque 4 settimane per valutare tutte le ipotesi. La prima in ordine di tempo è quella di uno spostamento in avanti della manifestazione nelle date inizialmente previste per le Paralimpiadi, dal 21 agosto al 9 settembre. La seconda è quella che vuole lo scivolamento a ottobre dei Giochi, dal 9 al 25 ottobre, nello stesso periodo nel quale nel 1964 (allora furono dal 10 al 24) si celebrò la 28a edizione delle Olimpiadi sempre a Tokyo. Restano comunque aperti gli scenari di uno spostamento nel 2021 o nel 2022.

Pressioni

La scelta di stabilire un punto di non ritorno tra 4 settimane ha diverse genesi. Il fatto di non andare oltre metà aprile permetterà comunque al Cio di decidere e organizzare – sia che i Giochi vengano confermati con le date odierne sia che si opti per un rinvio – come assegnare le ultime carte olimpiche dal momento che molti appuntamenti preolimpici sono stati annullati. Cio che poi ogni giorno deve fare i conti con le crescenti pressioni di federazioni e Paesi che invocano un rinvio delle Olimpiadi. Dopo la presa di posizione delle federazioni di atletica e nuoto statunitensi, ultime in ordine di tempo sono arrivate le richieste della federazione francese di atletica e dell’associazione degli atleti canadesi.

Antidoping

A poco più di 120 giorni dal giorno in cui dovrebbero iniziare i Giochi olimpici arriva anche la Wada a dare un’ulteriore spallata a Tokyo 2020. L’Agenzia mondiale antidoping ha infatti fatto sapere che, a causa delle restrizioni imposte in seguito alla pandemia da coronavirus, si sono ridotti al minimo il numero di test. Le organizzazioni antidoping di Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Germania hanno annunciato negli ultimi giorni che stanno riducendo i test sugli atleti di alto livello. L’agenzia antidoping cinese ha interrotto le sue attività all’inizio di febbraio.

Davide Romani - La Gazzetta dello Sport lunedì 23 marzo 2020

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