Sabelli e lo sport «dei fatti». E con Malagò si tratta ancora

Cambia, todo cambia, cantava la straordinaria voce di Mercedes Sosa finita anche nell’Habemus Papam di Nanni Moretti. E il motivo sarebbe stata la colonna sonora ideale della giornata dell’assemblea in cui Rocco Sabelli e i dirigenti apicali della società Sport e Salute, ex Coni Servizi, hanno illustrato i loro progetti imprenditorial-valoriali, dallo sfruttamento delle banche dati del sistema sportivo allo sviluppo del parco del Foro Italico e della Sport Community italiana. E annunciato (in parte) il metodo con cui si arriverà alla nuova assegnazione delle risorse alle federazioni. Meno parametri (erano 112!) da inserire nell’algoritmo, ma più oggettività. A novembre ci sarà la prima assegnazione del nuovo corso. Poi, però - dice in sostanza Sabelli - niente richieste di integrazioni varie ed eventuali. Il più entusiasta è Angelo Binaghi, presidente della Federtennis: «Sono l’uomo più felice del mondo. Con questo sistema ci sarà più pratica sportiva, più merito e più medaglie».

Territorio e Carta

E Malagò? Non invitato nell’assemblea di Sport e Salute, continua a ritenere «rischiosa» anche per i rapporti con il Cio e la tutela dell’autonomia, la legge «sport» al Senato. Ed è il territorio, i comitati regionali (ma per Giorgetti il cuore pulsante dell’attività in periferia dovranno essere le strutture provinciali), il settore più sensibile relativamente al rischio di mancato rispetto della Carta Olimpica. Forse per questo continua a essere il tema della trattativa con Sabelli insieme con l’utilizzo per le attività Coni dell’Istituto di Medicina dello Sport, che finirà comunque a Sport e Salute. Lo scenario più probabile è che domani giunta e consiglio nazionale dicano sì al contratto di servizio, ma sottolineando (magari con un documento) l’importanza del ruolo del Coni. Ruolo del Coni che per Giancarlo Giorgetti è quello di «fare la politica sportiva». Per questo il sottosegretario, parlando del discorso del presidente del Coni rispetto agli effetti della legge «sport», prova a ridimensionare il caso: «È un polverone senza senso». L’altro sottosegretario Simone Valente definisce le parole di Malagò al Senato «irresponsabili». Nasce anche un caso: Gianni Petrucci, presidente della Fip, uno dei cinque che aveva polemizzato con Malagò, parla di «ritorsione» per il mancato rinnovo dei contributi per la high school di pallacanestro all’Acqua Acetosa. «Spiacevole dietrologia - gli risponde Carlo Mornati, segretario generale del Coni - abbiamo 40 milioni di risorse anziché 410, sono cambiate le condizioni».

Legge a tutta

Il fatto è che i due alleati di governo, divisi su tanti fronti, avanzano invece insieme sulla legge delega sullo sport. Già passata alla Camera e ora al Senato. Dove si corre (decisamente troppo, per fare in fretta si arriva in aula senza relatore e forse senza discussione sugli emendamenti) veloce. Ieri, Lega e 5 Stelle hanno votato per discutere la legge mercoledì 7, ultimo giorno di lavori del Senato. Come dire: prima delle vacanze, legge approvata definitivamente. Il problema sarà poi riempirla bene.

Valerio Piccioni - La Gazzetta dello Sport (giovedì, 1° agosto 2019)

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