Poche modifiche, la riforma avanza Malagò «incredulo»

Niente da fare. La riforma, o pre-riforma del sistema sportivo, non cambia molto. L’emendamento depositato ieri dai relatori della legge di Stabilità in commissione bilancio al Senato, concede poco al Coni. Nella nuova società «Sport e Salute», oltre al «consigliere aggiunto» designato dal Coni (che quando si discuterà di contributi integrerà i tre membri permanenti, nominati dal Governo «previo parere» delle commissioni parlamentari competenti), si parla pure di ripartire le risorse anche «in base agli indirizzi generali adottati dal Coni». In attesa delle nuove nomine, l’attuale Coni servizi dovrà limitarsi all’«ordinaria amministrazione» (e qui sono tante le incognite sul passaggio delle consegne).
BOTTA E RISPOSTA Malagò continua a dirsi «incredulo». Parla di «rispetto sacro» per il Governo, ma prevede: «Nel giro di 2-3 anni perderemo la metà dei volontari dello sport». Poi il duello con il suo predecessore Gianni Petrucci, che chiede di «lasciar fuori le polemiche con il Governo». «Nessuna guerra - ribatte Malagò - ma voglio ricordarti quanto dicevi nel 2007 contro un’altra Finanziaria che avrebbe voluto abolire Coni Servizi. Vorrei avere quel Petrucci». «Bravo, hai previsto il mio intervento - risponde il presidente del basket - allora devo dirti quello che non avrei voluto: io i problemi li ho risolti... Mi auguro che anche tu ci riesca». Intanto oggi il Governo arriva al Coni per i Collari d’oro (lo riceverà anche la Gazzetta dello Sport): ci saranno il premier Conte, il ministro Bussetti e i sottosegretari Giorgetti e Valente. Sarà un giorno di tregua?
Valerio Piccioni - La Gazzzetta dello Sport (Mercoledì, 19 dicembre 2018)

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