L'Italia vola a Rio! Attenti a quei sei…

Udine, 30 luglio 2016. Signori si parte! L’appuntamento per i sei atleti che rappresentano l’Italia del judo a Rio è per oggi in aeroporto a Fiumicino, tre donne e tre uomini, quelli che si sono guadagnati il diritto a gareggiare sui tatami della trentunesima Olimpiade. La par condicio è del tutto casuale ed è stata raggiunta in maniera che più rocambolesca non si può. Nella corsa per la qualificazione Odette Giuffrida ed Edwige Gwend hanno tenuto un buon passo e si sono piazzate fra le top 10 mondiali, mentre Valentina Moscatt, prima fra le escluse, si è fatta trovare pronta su quel forfait piovuto dall’Oceania, che ha liberato un posto. Il suo. Tutt’altro discorso è stato quello che ha proiettato Elios Manzi, Fabio Basile e Matteo Marconcini a Rio. Entrati in gioco quando la corsa era già alla volata finale, i tre hanno sorpreso il mondo. Tre gladiatori senza paura che, con due/tre exploit ciascuno, in altrettante gare, hanno compiuto un salto impressionante che li ha proiettati a Rio, scavalcando fra gli altri, quegli stessi compagni di squadra che si erano battuti fin dall’inizio della corsa. È una squadra questa, dalla quale ci si può attendere di tutto, e per capirlo basta entrare nei pensieri di Edwige Gwend: “in questi ultimi giorni fantasticavo un po' più del solito – ha detto - pensavo a questa squadra e fra me e me dicevo, pensa che figo se tutti riuscissimo a fare medaglia, entreremmo nella storia”. Elios Manzi, che con i suoi vent’anni è il più giovane della squadra, ha le idee molto chiare e non sono molto distanti dalle fantasticherie della Gwend. “Com’è volato il tempo! – ha detto Elios - Ormai mancano pochi giorni alla partenza ed il clima è molto sereno. Abbiamo tutti una gran voglia di lavorare e di fare bene e nonostante questo riusciamo ugualmente a ritagliarci delle pause di svago e divertimento tra di noi! Siamo proprio un bel gruppo e sono molto contento del gran bel feeling che c’è con i tecnici! (Kyoshi Murakami, Dario Romano, Paolo Bianchessi, Francesco Bruyere, Roberto Meloni, ndr). Ho la sensazione che questa potrà essere un'Olimpiade ricca di sorprese e di sensazioni positive!”. È giovane anche Odette Giuffrida, che con i suoi 21 anni vanta già un’esperienza internazionale di tutto rispetto, “Mi sembra ieri che ero qui, nel Centro olimpico ad Ostia, a fare da sparring partner alla squadra in partenza per Londra! E invece ora tocca a me! – ha detto Odette - Ne sono successe di tutti i colori in questi anni, ho passato momenti duri ed altri bellissimi, ho superato ostacoli e limiti, sono caduta tante volte, ma sono anche cresciuta come atleta e come persona. Ed ora eccomi qui, a pochi giorni dalla mia prima olimpiade, che mi sento felice e carica, ma anche tranquilla ed al tempo stesso determinata!”. Il percorso verso questi Giochi Olimpici, Odette lo iniziò quattro anni fa, era il 22 maggio 2012 infatti, quando la Fijlkam annunciò il varo del Progetto Rio ed oltre il nome della Giuffrida c’erano anche, guarda un po’, quelli di Fabio Basile e Matteo Marconcini. Un auspicio che non potrebbe essere migliore per il progetto più recente che la Fijlkam ha varato nel marzo 2015, chiamato “Da Rio 2016 a Tokio 2020” e che comprende Fabio Basile, Odette Giuffrida e Valeria Ferrari, poi Maria Centracchio, Antonio Esposito, Angelo Pantano ed Elios Manzi. Quel birichino di Elios però, ha interpretato il nuovo progetto a modo suo e deve aver pensato “se è scritto da Rio a Tokio, significa che posso andare anche a Rio”. Infatti.

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