L’anniversario del Coni è uno spot per Roma 2024 ed il «Night show» va in diretta su Rai 1

Udine, 10 giugno 2014. Stasera atto finale, il «Night Show». Lo Spettacolo dello Sport - I 100 anni del Coni. In diretta su Rai 1. Conduce Paolo Bonolis. Tra gli ospiti, gli ori olimpici italiani ieri protagonisti della cerimonia ufficiale. Lo spettacolo andrà in onda alle 21.10 e terminerà alle 23.30 allo stadio Pietrangeli. Intanto, sempre oggi, il comitato olimpico statunitense, riunito a Boston, dovrebbe ridurre a 2-3 città le proprie candidate per i Giochi 2024: in lizza Boston, Dallas, Los Angeles, San Diego, San Francisco e Washington.
Da la Gazzetta dello Sport di martedì 10 giugno 2014. «Forse potremo ancora vedere qui a Roma un altro capitolo da scrivere nella storia olimpica di questa formidabile organizzazione»: parole del presidente del Cio Thomas Bach, musica della banda dell’Aeronautica militare, davanti al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Siamo alla cerimonia ufficiale dei 100 anni del Comitato olimpico nazionale italiano, il Coni. Più tardi voleranno anche le Frecce Tricolori. L’espressione Roma 2024, anche per ragioni protocollari ma pure per scaramanzia e realismo, non viene usata. La circostanza, e l’oratore, fanno però pensare in grande, ma gli scandali dell’Expo e del Mose sono talmente vicini che il momento sconsiglia accelerazioni. Però si intuisce che il presidente del Coni, Giovanni Malagò — emozionato come mai — alluda proprio a quel traguardo: «Pochi sanno che il Coni e la bandiera olimpica sono coetanei. Sono nati entrambi nel 1914 a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro. Prendo questa coincidenza come un segno del destino. Una storia che può riservarci nuove sfide da vincere se saremo capaci di fare squadra, di unire tutte le forze della nostra Nazione, della nostra Capitale, insieme al Governo, alla città, ma soprattutto a Lei (si rivolge al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ndr) che rappresenta l’unità del Paese».
Candidatura forte. Ma anche se non si parla di scelte ufficiali, l’«amico dell’Italia e del Coni» (così presenta Bach il presidente del Coni) deve ammettere: «Non è un segreto che una candidatura di Roma per i Giochi del 2024 sarebbe molto forte». Aggiungendo: «L’Italia è un Paese con grande passione sportiva e grandi atleti che combina efficienza nell’ospitalità e nell’organizzazione. Si tratterebbe di una candidatura molto forte che avrebbe la simpatia di molti, non solo nella famiglia olimpica ma all’interno di tutto il movimento». E allora, quando è il momento dei saluti, con Malagò che si congeda da Napolitano davanti al sindaco di Roma, è come se in qualche modo ripartisse una storia. Ed è proprio Ignazio Marino sottolineando l’apertura delle parole finali dell’intervento di Bach, ad aggiungere: «Siamo pronti a seguire questo segnale di speranza lanciato dal presidente del Cio. Certamente c’è una volontà forte del governo e del Campidoglio, un’ambizione che coltiviamo e che cercheremo di realizzare percorrendo nei prossimi mesi tutti i passi che saranno necessari». Naturalmente senza correre, non c’è una fretta mortale, bisogna pensarci bene e soprattutto ascoltare il punto di vista di Matteo Renzi per evitare un remake della ritirata di San Valentino 2012, con il famoso stop di Mario Monti a Roma 2020 .
No a retorica e nazionalismi. Il presidente Napolitano lancia il suo saluto e avverte che anche se l’Italia è «particolarmente vaccinata contro l’irruzione nello sport della retorica, del nazionalismo, bisogna sempre fare attenzione alle strumentalizzazioni politiche». Il Capo dello Stato fa però una distinzione: nazionalismo e retorica no, orgoglio e passione sì. E sui cento anni dell’Ente aggiunge: «Si riconoscono i nostri atleti e campioni, di tempi recenti e meno recenti, ma il Coni appartiene però a tutti gli italiani, è una istituzione della Nazione e della Repubblica».
Premi. I 700 posti a sedere sono esauriti, ci sono anche da celebrare i «campioni del centenario», vincitori del referendum della Fondazione Onesti. Alberto Tomba dice che è un «premio che metterò lassù, sopra le medaglie olimpiche». Sara Simeoni spiega che il suo premio è di tutti i suoi compagni d’oro: «Le medaglie sono uguali, non c’è una differenza fra uno sport e l’altra».  Grande Sara!

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