Non basta un Medves ‘mundial’ per una medaglia nel Nippon Budokan

Che rabbia, Matteo Medves! Andare al campionato del mondo a Tokio, disputare quattro incontri, vincerne tre in maniera splendida, brillante e convincente, perdere a testa altissima con Hifumi Abe, giapponese, due volte campione del mondo che fermò Medves anche ai mondiali dell’anno scorso e ritrovarsi con un pugno di mosche può sicuramente far perdere le staffe a chiunque? Purtroppo è andata proprio così nel Nippon Budokan, dove Matteo Medves ha fatto vedere un livello agonistico eccezionale, ma è successo perchè quella dei 66 kg è stata la categoria più numerosa in questo mondiale, che fra l’altro è il più partecipato di sempre. In una gara normale con tre vittorie sei in fondo o quasi, ma con 92 atleti in corsa per il titolo, tanti sono stati nei 66 kg a Tokio, le tre vittorie dell’udinese sono state sufficienti per arrivare ai sedicesimi e perdere a quel punto vuol dire essere fuori. Fa rabbia dunque, anche se con questo risultato Medves si porta a casa 320 punti che consentono di salire in quella classifica che profuma di Olimpiadi e, nel suo caso, migliora di sette posizioni e va al 29° posto. “Sono molto dispiaciuto – ha detto Matteo Medves – perché ho la netta sensazione di aver fatto una buona gara e la stessa cosa l’ho provata anche nell’incontro con Abe. Ma alla fine è il risultato che conta”. È vero anche che Manuel Lombardo, il compagno di squadra di Matteo nei 66 kg, ha fatto a sua volta una gara straordinaria, ma piazzandosi al quinto posto ed allungando il vantaggio in classifica su Matteo. Il discorso sulla qualificazione olimpica però, è più complesso perché la corsa non la si può né deve fare sui compagni di squadra, ma insieme ai compagni di squadra. E proprio Medves e Lombardo sono un esempio positivo in questo senso, sia l’uno che l’altro hanno spesso la meglio sui leader della categoria, conquistandosi  sempre più credibilità, rispetto e posizioni in classifica. “Certo – ha osservato Medves – questa è la teoria, poi in pratica alle Olimpiadi ci andrà uno solo e, francamente, vorrei andarci io”. Se, sulle motivazioni di Matteo Medves non ci sono mai stati dubbi, sulle sue potenzialità a livello internazionale la gara nel Nippon Budokan ha fugato ogni eventuale residuo, sempre che ci fosse. Consapevole che non sarà facile, Matteo Medves è pronto a ripartire subito ed andare a caccia dei punti che gli servono per sognare davvero. E da sveglio.

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