20171021_Gazzetta2

Dal podio a Rio, a sfrattati. Una storia che ricorda quella passata dal Nippon Napoli

Gli spadisti azzurri sfrattati. Succede, a Milano. Armi e bagagli, dovranno lasciare immediatamente – entro martedì alle 21 – la sede di allenamenti dei Vigili del Fuoco. Enrico Garozzo, Marco Fichera , Andrea Santarelli, vicecampioni olimpici(con Paolo Pizzo) per non dire di un altro azzurro, Alberto Santuccio, dell’altro dell’iridato u.20 Federico Vismara, dello svizzero Michele Niggeler e dell’estone Erika Kirpu. Hanno appreso ieri dal presidente dell’Associazione Cariplo Piccolo Teatro, Girolamo Abbatescianni, che dovranno sloggiare dalla sede di via Procaccini e trovare un’alternativa. Il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Gaetano Vallefuoco, ha preannunciato lo sfratto via email, senza preavviso, facendo valere un contratto che garantiva invece agli schermidori di poter utilizzare la palestra sino al settembre 2018, e sottoscritto con il precedente comandante Barbieri 5 anni fa. E’ stato un pranzo davvero indigesto per gli schermidori che si chiedono a ripetizione: «Dove andremo?».
ALTERNATIVA Una soluzione in una palestra attigua del Piccolo teatro dove si allenano i master e gli appassionati? Un trasloco in via Cerva? «Non abbiamo grandi alternative – ammette sconsolato Garozzo -,lavorare in mezzo ai master non garantisce molta qualità e crea solo più confusione nella gestione degli spazi. Ci alleneremmo a singhiozzo: ma soprattutto abbiamo bisogno di tempo per trasferirci, con tutti gli attrezzi, le pedane e tutti gli altri del gruppo, i maestri. Per noi è un disagio incredibile». All’improvviso, gli azzurri si trovano per strada: «Non è facile – riprende Enrico a nome del gruppo – gestire questa situazione, non vogliamo andar via e ci appelliamo al Comandante, che ha il diritto di rescindere l’accordo ma ci dia almeno 4 mesi di tempo per organizzarci».
SILENZIO Uno sfogo da atleta, mentre i dirigenti si muovono per interpretare il burocratese del contratto: non sarebbe chiara l’estensione e dunque se si tratti di un accordo rescindibile. Chi ha ragione? Perdono comunque i campioni, in serenità e in allenamenti. Giovedì prossimo dovranno gareggiare in Coppa del Mondo a Berna con questa vicenda che pende sulle loro teste. «Il nostro è un grido d’allarme, speriamo di incontrare il Comandante per sederci al tavolo e trovare una soluzione: ci dia almeno il tempo di organizzarci». Il comandante non c’era ieri a Milano: dalla sua segreteria parlano di «missione, tocca a lui decidere».
Rabbia Parla anche Marco Fichera: «Credo fortemente nei valori che trasmettiamo agli altri attraverso le nostre vittorie,il nostro sacrificio e sudore ma per fare tutto ciò c’è bisogno di una struttura che ci permetta di allenarci. Finora è stato così, chiediamo che attraverso un dialogo tra le parti si giunga ad una soluzione che ci permetta di onorare la bandiera come fatto fino ad oggi». Il presidente Abbatescianni è duro: «Siamo esterrefatti, la richiesta del comandante Vallefuoco non ha motivo di esistere essendovi un regolare contratto che prevede l’uso degli spazi con lo scopo di promuovere la scherma tra i Vigili e aprire la palestra alla città. Scopi mantenuti come dimostra l’alto numero di iscritti tra cui diversi figli di vigili. Negli anni abbiamo convissuto benissimo con i Vigili apportando notevoli migliorie alla palestra». Intanto è stato annullato il Trofeo Carlo Galimberti dell’11 novembre, in memoria di un vigile del fuoco oro olimpico nel sollevamento pesi negli Anni 20 e portabandiera azzurro ad Amsterdam 1928. «Il trofeo – chiosa il presidente – è stato autorizzato per iscritto dal Comandante, che ora improvvisamente cancella anche questo momento. Non riesco a capire perché ci voglia fuori dalla palestra. Sta mettendo in difficoltà ragazzi e campioni, vanificando quanto costruito insieme negli anni».
Stefano Arcobelli (La Gazzetta dello Sport di sabato 21 ottobre 2017)

L'articolo ti è piaciuto?
Condividilo sui social!

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest
In evidenza

Articoli recenti