«Rio, scommessa vinta. Ora è una città migliore»

Il sindaco Paes soddisfatto: «Nuovo porto, 60 km di metropolitana. Il clima è cambiato. E la rapina a Lochte era solo una bufala...»
PIER BERGONZI Inviato a Rio de Janeiro
Eduardo Paes, il sindaco di Rio, sta vivendo giornate infinite. I giornalisti brasiliani, ma non solo, lo inseguono attraverso questa città come se fosse un Pokemon. Lo segnalano all’Arena del beach volley e intanto è già al Parque Olimpico di Barra. Lo avvistano con Michel Temer, presidente del Brasile, ma è già con quello del Cio Thomas Bach. Lo «catturiamo», per il tempo di un caffè, nel centro storico, al Rio Media Center: una mega sala stampa con vista sui Giochi pensata per tutti i colleghi che non hanno l’accredito ufficiale. Eduardo Paes è il «Prefeito” di Rio». E’ l’uomo attorno a cui gira tutta la macchina olimpica alla quale sta dedicando in questi giorni quasi tutto il suo tempo. «Giornatine lunghe… Mi sveglio alle 6 del mattino e rientro a casa dopo la mezzanotte. Ma sono il sindaco più felice del mondo — dice Paes —. Sta andando tutto bene, incrocio le dita e dico benissimo. Molti si aspettavamo che fallissimo. Conosco quello che il mondo pensa di noi brasiliani. Siamo ritenuti improvvisatori, gente che fa tutto all’ultimo istante mettendo una pezza qui e una lì. Questa non è la verità, almeno per i Giochi».
Be’, la linea 4 della Metro e il Velodromo sono stati inaugurati pochi giorni prima e qualche albergo non è ancora finito…
«Sono dettagli di una scommessa grande che abbiamo vinto. Il Velodromo è uno degli impianti più belli, gli alberghi sono stati più che sufficienti e 60 km di Metropolitana non si improvvisano. La linea speciale di autobus, il porto completamente rinnovato e il villaggio olimpico sono un patrimonio che resterà alla città. La verità è che i problemi sono stati ingigantiti alla vigilia e confutati dai fatti. Zika, l’allarme terrorismo, l’inquinamento delle acque, la paura di una città violenta… Poi si scopre che il tentativo di rapina a Lochte e gli altri nuotatori americani era una bufala. Ma è stata una stupidaggine. Gli americani nel complesso si sono comportati benissimo e Michael Phelps è amato come se fosse brasiliano».
Vuole dirci che Rio è diventata per magia una città sicura?
«Durante queste settimane è stata più che sicura grazie alle forze di polizia e dell’esercito schierati a decine di migliaia. Il problema per noi sarà il dopo Olimpiade, ma sono fiducioso perché il clima è cambiato. I Giochi hanno avuto un effetto positivo su tutti».
Cosa ne pensano gli abitanti di Rio?
«Molti erano contrari, temevano di dover pagare il conto olimpico. Ma giorno dopo giorno il consenso è cresciuto. Mai stato così benvoluto dai miei concittadini. Ora sono talmente contenti che mi chiedono di organizzare anche l’Olimpiade invernale…».
Qual è il bilancio economico? E’ vero che le casse del Paese sono state prosciugate?
«Non ho i conti esatti, ma so che abbiamo speso meno del budget che avevamo a disposizione. Per gli impianti sportivi di Rio, ad esempio, abbiamo speso circa 7 miliardi di reais (circa 2 miliardi di euro), dei quali il 60% coperto da finanziamenti privati. Il conto sale a 30 miliardi di reais (8 miliardi e mezzo di euro) se si tiene conto degli investimenti strutturali che hanno cambiato il volto di Rio e possono rilanciare la nostra economia. L’Olimpiade è stata una straordinaria occasione e una vetrina ci ha consentito di cambiare il percepito che il mondo ha di noi».
Qual è stata la medaglia più emozionante?
«Per me tutte quelle brasiliane, ma quella del calcio della banda Neymar in particolare. La finale con la Germania, con tutto quello che si portava dietro, ha coinvolto l’intero Paese».
Il Presidente e suo collega di partito Temer è stato fischiato alla Cerimonia Inaugurale. Ci sarà questa sera per quella di chiusura?
«Non credo».
Cosa pensa di Roma 2024? Sa che la sua «collega» Virginia Raggi è contraria alla candidatura?
«Amo Roma, ha un progetto forte come lo sono quelli di Los Angeles e Parigi e anche quello di Budapest. Nel mio ruolo non posso e non voglio scegliere. Invito invece caldamente il sindaco Raggi a cambiare idea. L’Olimpiade è un’occasione straordinaria per ripensare la città. Si può fare tanto senza spendere molto affrontando un problema alla volta. Faccia il passo. Ci creda! Conquisti i Giochi e alla fine si renderà conto che sono una opportunità unica. Non si pentirà».
Domani sera il fuoco olimpico riprenderà la via di Atene. Che cosa resterà a Rio?
«L’idea che questo Paese, quando si impegna riesce a fare bella figura, una città più bella e più ricca e sto pensando a qualcosa che ricordi, per sempre, la nostra Olimpiade. Penso in particolare a una Gran Fondo di ciclismo sul percorso di Grumari e Vista Chinesa aperta a tutti che si correrebbe ogni 5 di agosto. Il giorno dell’inaugurazione di Rio 2016».
Di lei si dice che potrebbe essere il prossimo Presidente del Brasile.
«Di me si dicono molte cose… A dicembre, quando si concluderà il mio secondo mandato come sindaco, andrò a New York per un corso di 6 mesi alla Columbia University. E poi potrei essere candidato al ruolo di governatore dello stato di Rio».

I commenti sono chiusi