Gran bella gara quella di Bruno de Denaro nel PalaPellicone ad Ostia che gli ha permesso di mettere al collo la medaglia d’oro nei 55 kg in occasione dei campionati italiani Esordienti B. Bruno si è presentato ad Ostia da campione uscente ed è riuscito a realizzare il bis. Quattro gli incontri disputati con quattro vittorie in progressione, da Kevin Canale (Cs Village), a Luka Tabukashvili (Nicolaus), Stefano Ahmetovic (SDP Roma) per finire, in finale, con Leonardo Saglimbene (Giovinazzo) con un’esultanza liberatoria ma contenuta (foto sotto) dedicata subito a coach ed amici venuti apposta. Non ce l’ha fatta invece Sara Salvadori che, seguita da coach Giorgina Zanette nei 48 kg dei campionati italiani assoluti A1 ha trovato due avversarie dello spessore di Elisa Adrasti (Amici Sport Torino) e Roberta Zedda (Banzai Cortina Roma) che le hanno sbarrato la strada sia nel tabellone principale prima che nel recupero poi. Brava e coraggiosa come sempre è stata Elisabetta Puddu nei 44 kg U15 che con la vittoria su Aurora Lezzi (Nippon Lecce) e le due sconfitte successive con Elena Barbalata (San Cesario Roma) e Mariasole Ascari (CenterParma) si è piazzata al nono posto. Una doverosa nota dev’essere tenuta in considerazione per quanto riguarda le gare di Elisabetta e Bruno che, assieme a coach Milena, sono arrivati al PalaPellicone in tempo per assistere alla gara di Sara, ma… quando, sabato sera, sono ritornati al parcheggio per salire sul furgone e rientrare in albergo… vetro infranto e bagagli rubati. Già il vetro rotto provoca un’emozione forte (pensando al ritorno da fare con un cartone a tamponare l’aria), ma rubare i judogi da gara ad un judoka senza la possibilità di scegliere il sostituto, oltre alla possibilità non troppo remota di dover rinunciare a combattere (e se non trovi qualche buon cuore che te lo presta è così che va a finire) è come far sparire gli sci alla partenza della gara ad uno sciatore. Ovvero: una tragedia. Ad ogni buon conto, sporgendo denuncia alla stazione dei Carabinieri di Ostia, si è potuto prendere atto che almeno si era in compagnia di altri due sventurati. Certo non è la prima volta, né sarà l’ultima, ma proprio per questo l’idea di affidare un incarico anche per il servizio di vigilanza a gettone del parcheggio non sarebbe poi così rivoluzionaria.





