Riforma sport. Nessuna concessione fatta al Coni

Cala il sipario sulla trattativa tra Governo e Coni per la riscrittura della riforma dello sport italiano. La via dello scontro scelta dal Comitato olimpico dopo il Consiglio nazionale del 15 novembre non ha premiato: l’ultima versione del maxiemendamento presentato ieri in Senato ha confermato tutte le disposizioni più contestate da Malagò. L’attuale Coni Servizi sarà soppiantata dalla futura Sport e Salute, che gestirà i finanziamenti governativi, non meno di 368 milioni annui, destinati in gran parte (280) al finanziamento di federazioni, discipline associate, enti di promozione, gruppi sportivi militari e corpi civili. Al Coni dal prossimo anno resteranno le briciole o poco più: 40 milioni per il suo funzionamento e per la preparazione olimpica, un consigliere aggiunto nel Cda a tre di Sport e Salute che verrà chiamato in causa solo quando si discuterà della ripartizione dei finanziamenti alle federazioni, l’impegno che i criteri di distribuzione terranno conto «anche degli indirizzi generali» del Comitato olimpico. Gli organi attualmente in carica alla Coni servizi potranno adottare anche atti di straordinaria amministrazione, ma solo se autorizzati dal governo. Dopo l’approvazione del Senato, il maxiemendamento tornerà alla Camera: escluse modifiche. (A. Cat.)
La Gazzetta Sportiva - domenica, 23 dicembre 2018

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