Insieme più che mai…

Parole chiave? Sì, perché la chiave la si trova sempre comprendendo peso e significato delle parole. Perché con le parole si dichiara un amore, ma con le parole si può dichiarare anche una guerra, con le parole si costruiscono rapporti e relazioni, si creano poesie. Ma anche la pace è un risultato che nasce dalle parole, le più giuste e credibili.

È il punto numero 5 del Manifesto della comunicazione non ostile e inclusiva di #ParoleO_stili che dice “Le parole sono un ponte”. Vero! Ma sarai sempre tu a decidere il punto di arrivo di quel ponte.

C’è infatti, anche chi con le parole gioca, le usa con ambiguità per raggirarne il senso e, soprattutto, l’interlocutore. Te ne accorgi quando inciampi in un titolo che attrae l’attenzione, ma poi nel testo non trovi corrispondenza e attendibilità. È così che si perde credibilità, che è come perdere l’anima.

Parole chiave, si è detto. E di parole chiave, di questi tempi, c’è bisogno come dell’aria.

“Salute, Sicurezza, Responsabilità, Aspetto economico” questa è la prima quartina. A citarla è stato Ermes Canciani, presidente federcalcio Fvg, intervenuto con Gianni Petrucci e Giorgio Brandolin di domenica scorsa su BH Tv – fvgsportchannel.com.

È in sintonia con il discorso ‘apertura’ delle attività sportive.

L’altra quartina (chissà perché, ma sono sempre quattro): Unità, Prudenza, Coraggio, Saggezza, è stata pronunciata poche ore fa, nella seconda giornata dell’evento di Parole O_stili.

In un momento pieno d’incertezze sulle parole chiave ci si ritrova, non è vero?

Rappresentano un faro, un punto di riferimento sul quale si può contare. Non c’è mai discussione se un pensiero, una proposta, una soluzione possibile è per tutti. Non c’è mai discussione se qualcosa, qualsiasi cosa, è utile alla collettività, esprime e valorizza un interesse condiviso.

Sì, “interesse condiviso”. Perché di fronte ad un problema grande, così com’è grande questo del Covid-19, per uscire dall’emergenza c’è bisogno di cose essenziali, le cure, le priorità, i vaccini. Poi viene il resto, con il tempo, passo dopo passo, in sicurezza. Se possibile.

E nell’ambito di una comunità circoscritta, com’è quella di un club, anche del nostro ovviamente, così preziosa per ciascuno di noi che ne fa parte, c’è chi coltiva questo ‘spirito di squadra’, questo ‘senso del club’, questo ‘interesse condiviso’ alimentando i rapporti attraverso messaggi, telefonate, video-proposte, zoom-lezioni, zoom-riunioni e qualsiasi altro strumento ed iniziativa che, grazie alla genialità di altri, si può utilizzare. E fortunatamente regge allo stress da sovra utilizzo.

Grazie! A ciascuno, grazie. Perché è una cosa che fa bene al cuore, quando senti che qualcuno pensa anche a te. E che si è insieme anche nel rispetto del distanziamento sociale. Anzi, si è insieme adesso, più che mai… E proprio questa mattina, ad una di queste persone speciali ho scritto: “Tu non mi manchi. Perché una come te me la porto nel cuore sempre. Anche se non ti vedo ti sono sempre vicino e ti sento sempre vicina”.

I commenti sono chiusi