Giochi, le nuove date. Tokyo sceglie l’estate per convincere i big

Non sarà a primavera, non coinciderà con la Settimana d’oro che a fine aprile celebra in Giappone il compleanno dell’Imperatore, le feste della costituzione, del verde e dei bambini. Farà caldo, tanto caldo, all’Olimpiade di Tokyo, spostata esattamente di un anno (23 luglio- 8 agosto 2021) dopo il rinvio per l’epidemia da coronavirus. Ormai sono d’accordo i grandi azionisti dei Giochi. Il comitato organizzatore che, attraverso il presidente Yoshiro Mori, parla apertamente di una collocazione in estate. La Nbc, che paga 1,2 miliardi di dollari per i diritti tv per l’edizione giapponese e secondo il New York Times è favorevole allo spostamento in quel periodo. La commissione di coordinamento Tokyo 2020, guidata dal membro Cio John Coates. Ma anche World Athletics, un tempo Iaaf, il governo dell’atletica, che ha deciso di spostare di un anno il Mondiale di Eugene (Oregon, Usa) seguendo un raffinato ragionamento di marketing del suo presidente Sebastian Coe. Al Cio servirà meno tempo delle tre settimane previste per decidere le nuove date dell’Olimpiade: forse l’annuncio questa settimana stessa. Ma perché scartare l’ipotesi di un’edizione primaverile, magari riportando nella capitale la maratona e la marcia spostati nella più fresca Sapporo per motivi climatici?

Più tempo contro il virus

Nell’incertezza sulla futura espansione del Covid-19, il comitato organizzatore ha valutato che qualche mese in più potrebbe servire nella lotta a un virus che, al momento, continua a conquistare terreno. A luglio 2021, in piena estate, ci potrebbero essere condizioni più favorevoli per quella che si vorrebbe trasformare in una festa dell’umanità. I tempi dilatati potrebbero venire incontro anche alle esigenze di un’organizzazione da riavviare dopo lo stop.

Aspettando i campioni

L’Olimpiade estiva non andrà in conflitto con una serie di grandi eventi dello sport mondiale: i maggiori campionati, le coppe e l’Europeo di calcio, i playoff Nba. Evitando conflitti di calendario, il Cio e il comitato giapponese sperano di poter accogliere a Tokyo campioni del calcio, del basket Usa, del tennis e del golf che difficilmente avrebbero aderito in primavera.

Il filotto di Coe

Un altro ostacolo per i Giochi estivi poteva essere il Mondiale di atletica, in programma a Eugene proprio tra il 6 e il 15 agosto. Ma il visionario presidente Coe ha intravisto un’opportunità, non un ostacolo: «Se rinviamo Eugene al 2022 potremmo ritrovarci con due Mondiali consecutivi (c’è anche Budapest ’23), l’Olimpiade di Parigi 2024 e un altro Mondiale nel 2025: potremo proporre al grande pubblico atletica per quattro anni consecutivi ». Sulla stessa linea potrebbe ritrovarsi anche la ricca federnuoto mondiale che al momento prevede il Mondiale di Fukuoka (16 luglio-1º agosto): ma lo spostamento al 2022 creerebbe problemi all’Europeo di Roma dello stesso anno.

L’eredità complicata

Tra gli infiniti problemi nati dal rinvio del più grande evento del mondo ce ne sono alcuni che andranno risolti a breve. Molte federazioni internazionali senza la potenza di atletica e nuoto rischiano di fallire prima di arrivare al prossimo anno, tale è la dipendenza dai contributi Cio. Risulta invece occupato nelle nuove date dei Giochi il Tokyo Big Sight, regno della tv e dei media olimpici. Ma chi avrà il coraggio di sloggiare la Nbc?

di Mattia Chiusano - La Repubblica lunedì 30 marzo 2020

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