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Matteo Medves va a Tokyo. Intanto per i Mondiali…

L’udinese Matteo Medves fa parte della squadra azzurra che parteciperà al campionato del mondo nel Nippon Budokan a Tokyo dal 25 agosto al 1° settembre. La conferma è arrivata direttamente dal Direttore Tecnico Nazionale Kyoshi Murakami, che ha annunciato la formazione composta da Odette Giuffrida, Edwige Gwend, Maria Centracchio, Alice Bellandi, Elios Manzi, Matteo Medves, Manuel Lombardo, Fabio Basile, Giovanni Esposito, Antonio Esposito, Christian Parlati, Nicholas Mungai, Matteo Marconcini. L’udinese 25enne ha già partecipato al campionato del mondo l’anno scorso a Baku dove, dopo due vittorie, si arrese al giapponese Hifumi Abe, iridato 2017 e 2018. Abe confermò di essere il numero uno indiscusso nella classifica mondiale dei 66 kg, ma alla vigilia del mondiale a Tokyo è scivolato al terzo posto, scavalcato dal connazionale Joshiro Maruyama, secondo e da Vazha Margvelashvili, il georgiano che da febbraio è leader indiscusso della categoria. E Matteo Medves, agli European Games del mese scorso a Minsk, mise al collo la medaglia d’argento dopo aver sconfitto in semifinale proprio Vazha Margvelashvili. “È la prova che nessuno è imbattibile e nessuno parte già battuto – ha detto il campione udinese – perché ogni incontro è una storia a sé stante, con i suoi imprevisti, le sue sorprese, le mille variabili che uno sport come il judo ti pone sempre diverse. Ciò che conta veramente è lucidità ed attenzione al massimo, consapevolezza di aver fatto tutto il necessario al meglio e disponibilità a superare i propri limiti. Puoi vincere con il numero uno e perdere dal numero cento, perché non c’è una regola che stabilisce chi è il più forte, ma la capacità d’intuire la mossa dell’avversario o la sfrontatezza di osare una cosa mai provata prima soltanto perché in quel momento senti che è la sola cosa giusta da fare”. Ed è così, che Matteo Medves si appresta a vivere il suo secondo mondiale, un torneo iridato che in questo caso può avvicinare, se non altro potenzialmente, al pass olimpico. Ma per Matteo Medves, “è presto per pensare alle Olimpiadi, ogni passo può essere quello decisivo e quindi preferisco guardare bene a dove sto poggiando il piede, piuttosto che inciampare perché sto guardando lontano”.  

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