Non arriva la terza medaglia per l’Italia, Murakami: “Siamo competitivi, lavoriamo per il futuro”

Tel Aviv, 28 aprile 2018. Le medaglie per l’Italia a Tel Aviv, in questo campionato d’Europa di judo, sono rimaste due, l’argento di Matteo Medves ed il bronzo di Antonio Esposito. Entrambe splendide ed i cinque azzurri chiamati in causa nella terza ed ultima giornata di gare avrebbero voluto aggiungere un’altra perla alla collana. Ma non ci sono riusciti. Nei 78 kg la 25enne Linda Politi è stata fermata al primo turno dalla tedesca Anna Maria Wagner. “Penso di aver disputato un buon incontro con la tedesca Wagner – ha detto l’azzurra - è un’atleta molto forte, mi sentivo bene e sono sicura di poterla battere. Purtroppo ho commesso un piccolo errore al golden scopre che ho pagato caro”. Nicolas Mungai ha iniziato bene la sua gara nei 90 kg, opposto allo slovacco Zilka, è riuscito ad imporsi piazzando una controtecnica valutata waza ari e si è trovato poi di fronte allo spagnolo Nikoloz Sherazadishvili, n. 3 del ranking mondiale. L’impegno dell’azzurro è stato assoluto, ma oltre le abilità dello spagnolo è stata la differenza di altezza a mettere in difficoltà Mungai, che ha detto: “Oggi purtroppo non sono riuscito ad esprimermi al meglio. Non mi sentivo più nervoso del solito, ma nell'incontro con lo spagnolo Sherazadishvili non sono riuscito a restare lucido e ho perso le redini dell'incontro. Non resta che risolvere i problemini fisici che mi porto dietro da qualche settimana e poi rimettersi subito a lavorare”. Anche Giuliano Loporchio, nei 100 kg, si è ritrovato a dover affrontare un ‘top 10’ della classifica mondiale, il belga Toma Nikiforov (n. 6) che, effettivamente, è stato abilissimo nell’impedire all’azzurro di chiudere con il braccio destro, cosa che lo rende pericolosissimo per chiunque. “Le sensazioni oggi erano buone – ha detto il 26enne pugliese - ma non è bastato per battere un avversario di livello come Nikiforov. Ma non mi abbatto, continuerò a lavorare per poter competere in questa categoria ad alti livelli”. Eleonora Geri nei +78 kg e Domenico Di Guida nei 90 kg si sono ritrovati ad incassare due sconfitte senza appello, succede ed a loro due è successo rispettivamente con l’ucraina Yelyzaveta Kalanina, che ha chiuso il match con un’immobilizzazione in poco più di un minuto e con lo slovacco Jesper Smink, che ha messo a segno due waza ari, il secondo dei quali a due secondi dallo scadere, contrattaccando l’ultimo disperato tentativo dell’azzurro di portare a casa l’incontro. E se qualcuno ha il magone e preferisce non parlare, è il Direttore Tecnico Kyoshi Murakami che parla a nome di tutti: “Sapevo che il Livello della gara sarebbe stato alto e quindi complicato arrivare al risultato. L’anno scorso a Varsavia abbiamo preso 0 medaglie, ma da allora abbiamo lavorato tanto per crescere e raggiungere questo livello. Tutti hanno dato il massimo, anche nei periodi di stanchezza tutto lo staff ha insistito perché gli atleti lavorassero di più fino ad arrivare ad essere competitivi. Prima della gara pensavo che avremmo preso 4 medaglie su 7 possibili finali, ma la gara è gara. Complimenti dunque a Matteo e Antonio che hanno saputo cogliere l’occasione. Penso che tutti gli atleti che abbiamo portato a questo Europeo sono competitivi, solo su gradini diversi di una scala che stiamo percorrendo insieme verso un unico obiettivo. Ringrazio il movimento judoistico italiano, perché senza questo non sarebbe possibile il resto. Lavoriamo per il futuro”.

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