Tokio ci promette dieci podi in più

Olimpiade nuova, medaglie (possibili) nuove per l’Italia. Con le dovute proporzioni, la rivoluzione a cinque cerchi dettata ieri dall’Esecutivo del Cio sembra sorridere all’Italia. Per carità, con 33 podi in più a disposizione rispetto a Rio (da 306 a 339) non saranno solo gli azzurri a gioire perché l’obiettivo è accontentare tutti ma, a conti fatti, non ci è andata poi così male. Prima di entrare nel dettaglio c’è però da registrare la presa di posizione di Gianni Petrucci, presidente della federbasket, che non ha gradito gli apprezzamenti poco lusinghieri sull’introduzione del 3 contro 3. «Non si tratta di una versione ridotta del basket — sottolinea — . È dal 2007 che la Fiba cura questo format che nasce nei playground universitari e vanta importanti campionati nazionali e internazionali. Da tempo la Fip investe sul 3 contro 3: non per niente le nostre squadre nazionali sono guidate da due nomi storici del basket come Marco Calvani e Angela Adamoli».
Basket a parte, l’Italia nei nuovi eventi potrebbe guadagnare una decina di medaglie. Vediamo come. Innanzitutto nel nuoto: gli 800 sl maschili sono le seconde gare preferite dai medagliati di Rio Gregorio Paltrinieri e Gabriele Detti, e nei 1500 rosa potrebbe esplodere il talento di Simona Quadarella; non sarà facile presentare una super staffetta mista uomini-donne da medaglia, ma la finale è possibile. Rimanendo alle nuove specialità miste la tripletta arco (a coppie), judo (a squadre) e triathlon (a staffetta) ci mette su un piatto d’argento, magari solo di bronzo, le medaglie in palio. Più complesso il discorso del tiro, dove il congresso della ISSF del 25 giugno a Monaco dovrà valutare, non senza mugugni, i ritocchi richiesti dal Cio con 30 iscritti in meno e tre gare miste in più. Di sicuro non ci sarà il double trap, storico forziere italiano dove siamo andati a medaglia due volte nelle ultime tre Olimpiadi (D’Aniello, Innocenti). La gara mista del trap con l’olimpionica Jessica Rossi (o l’emergente Silvana Stanco) in coppia con Fabbrizi o Pellielo è comunque una buona alternativa per andare sul podio. Va meglio nel tiro a segno in cui la carabina 10 metri mista con l’annunciata coppia Campriani-Zublasing (se l’ex finanziere abbandonerà i propositi di ritiro definitivo) in chiave azzurra vale molto di più della pistola libera 50 metri dove non si è ancora visto l’erede di Di Donna. Altrettanto nebuloso il discorso della boxe, dove il Cio richiede di aumentare da tre a cinque le categorie femminili e di ridurre da dieci a otto quelle maschili. Oltre ai 49 kg l’orientamento è di tagliare dai medi in avanti e qui il sacrificio potrebbe riguardare nomi come Valentino Manfredonia (81), Clemente Russo (91) e l’emergente Guido Vianello (+91). Ci rifaremo sicuramente fra le donne dove entrano i 57 e i 64 kg: nella prima categoria si apre una porta dorata per la campionessa mondiale in carica Alessia Mesiano.
Un bel colpo anche quello del ciclismo, perché l’Americana a coppie sembra un invito a nozze per il ritorno di Elia Viviani, che in coppia con Simone Consonni potrebbe sognare di ripetere l’impresa dell’Omnium di Rio. Qualche possibilità anche per un’eventuale coppia Elisa Balsamo-Rachele Barberi fra le donne. Ovviamente nessuna chance per la 4x400 mista dell’atletica e il doppio misto del tennistavolo, ma la grande notizia è quella che arriva dalla scherma. L’annullamento dell’assurda rotazione delle armi riammette di colpo per Tokyo le due squadre candidate all’esclusione: spada donne e fioretto uomini. In quest’ultima l’Italia è scesa dal podio a Rio dopo vent’anni e avrà un’immediata occasione di riscatto, così come per la spada donne che a Rio aveva portato solo l’argento individuale Rossella Fiamingo.
di Fausto Narducci (La Gazzetta Sportiva di domenica 11 giugno 2017)
Tokio 2020, ci sarà anche la gara a squadre
Ostia, 10 giugno 2017. La gara a squadre di judo è entrata a far parte del programma olimpico di Tokio 2020. La decisione infatti, è stata presa dal Comitato Olimpico Internazionale di venerdì 9 giugno a Losanna, dopo l’attento esame del Progetto IJF, avviato nel 2010 con il test nell’ambito dei Youth Olympic Games, poi replicato nel 2014. Così Marius Vizer, presidente IJF e grande sostenitore del progetto: “Sono convinto che la gara a squadre ai Giochi Olimpici non può che incrementare il valore del nostro sport ed essere un beneficio per ognuno. Abbiamo diverse opzioni da valutare, squadre separate, uomini e donne, ma anche squadre miste”. La certezza è che, a Tokio 2020, la gara a squadre si farà. Per disputarla, in ogni caso, è necessario posizionarsi nel ranking delle squadre e qualificare gli atleti (anche) nelle categorie utili.

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