Laura Scano, ovvero quando l’infortunio diventa opportunità

Udine, 10 settembre 2015. Il nome dell’udinese Laura Scano non c’è. No, nell’elenco dei convocati per il campionato d’Europa juniores di judo, in programma ad Oberwart da venerdì 18 a domenica 20 settembre, il nome della portacolori del Dlf Yama Arashi Udine non compare, perché nei 63 kg ci sono la muggesana Marta Palombini e la napoletana Nadia Simeoli. Nessuna ingiustizia è stata commessa, non ci sono polemiche da sedare, ma solo tanta sfortuna cui Laura ha risposto con il sorriso e l’energia dei suoi vent’anni, per una storia che, a questo punto, merita di essere raccontata. Piccolo passo indietro. Concluso il 2014 con il terzo posto sia nel Grand Prix junior che in quello senior, Laura inizia il 2015 ai vertici della ranking list nazionale ed all’Alpe Adria a Lignano vince l’argento. Perde la finale con l’austriaca Lechner, dopo aver vinto anche con Nadia Simeoli e Marta Palombini. Quindi, nel Grand Prix a Conegliano, Laura vince nuovamente con Palombini ed è convocata dalla nazionale al Training Camp a Lignano, dove si infortuna seriamente alla spalla. Viene operata con applicazione di una placca metallica ed almeno sei mesi di stop. Avrebbe voluto vincere i campionati italiani juniores, invece li ha visti dalla tribuna e ha applaudito Marta Palombini. Che ha vinto.
“Sì, è vero, Marta e Nadia le avevo già battute e le aspettative per quest’anno erano alte – è stato il commento di Laura Scano - sentivo di essere pronta  per puntare al titolo, ma è successo quel che è successo e la gara l’ho vista dagli spalti. È stata una sofferenza non potermi battere, ma devo riconoscere che il livello della mia categoria è stato molto alto.  Fatto sta che c’erano tutti i presupposti affinché sulla lista per gli Europei ci fosse anche il mio nome ed a questo punto avrei preferito essere esausta, con le mani abrase dal judogi e qualche livido sulle gambe, ma felice e soddisfatta, piuttosto che meditare sulle opportunità sfumate”.
E così anche gli Europei li vivrai soltanto da spettatrice, ma quanto manca al tuo ritorno sul tatami?
“Ormai il recupero è quasi completo e la voglia di rimettere i piedi sul tatami è tantissima. Il solo pensiero di rimettere il judogi, sentire le mani che bruciano, mi mette i brividi… nonostante quasi un’intera stagione sia passata, ed all’inizio non l’abbia presa tanto bene, ho dedicato questo tempo ad osservare e riconoscere aspetti e sensazioni che solo se stai fuori riesci a notare. Ho lavorato molto anche a livello mentale, mantenendo intatto il mio ottimismo per il futuro. Lo sport è fantastico, ma l’infortunio è sempre in agguato e, nel mio caso, avrei potuto fare ben poco per evitarlo… è semplicemente un’opportunità per ripartire con una consapevolezza nuova e tantissima voglia di riscattarmi e fare bene appena si presentarà l'occasione. Un episodio spiacevole può anche essere lo spunto per crescere e diventare migliore. Mi sento pronta per dimostrarlo”.
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