Raffaele Toniolo alla direzione tecnica del judo azzurro

Toniolo coachUdine, 22 febbraio 2013. Il coach della Ginnastica Triestina, Raffaele Toniolo, è il nuovo direttore tecnico della nazionale italiana di judo. La notizia è di quelle che fanno scalpore e non tanto per i meriti di Toniolo, i cui risultati parlano da soli e parlano bene, ma perché è arrivata del tutto inattesa. «Non nascondo che si tratta di un incarico che mi coglie un pò di sorpresa – ha detto Raffaele Toniolo appena informato della nomina – certamente mi gratifica e mi auguro di riuscire a far crescere ancora il judo italiano così com’è accaduto con le nazionali giovanili». Chiamato a raccogliere l’eredità di Felice Mariani, al comando in solitudine dal 2004, Toniolo sarà affiancato dagli allenatori federali Pino Maddaloni, con responsabilità sul settore maschile, Dario Romano sul settore femminile e Luigi Guido alle squadre militari, universitarie e responsabile dei collegiali e delle nazionali. Il consiglio di settore che Matteo Pellicone ha presieduto ieri a Ostia, ha deciso dunque di affrontare il quadriennio che conduce a Rio 2016, affidandosi alle capacità di Raffaele Toniolo, quarantasei anni, 6° dan, nato ad Este, cresciuto a Torino e che dal 1998 vive a Trieste, dove ha sposato Monica Barbieri, atleta azzurra e coach, ha avuto due figlie, Elisa di 12 e Veronica di 9 anni. Ovviamente due judoka. Il curriculum da tecnico di Raffaele Toniolo è brillante sia nell’attività di club, Akiyama Settimo Torinese e Ginnastica Triestina in vetta alle classifiche nazionali, che per l’esperienza con la Nazionale giovanile, che ha guidato assieme a Laura Di Toma e Nicola Moraci. Con i cadetti nel quadriennio 2005-2008, esteso agli junior nel 2009-2012 il livello internazionale dei giovani azzurri si è alzato nettamente, conquistando titoli e medaglie europee e mondiali. «Quella con la giovanile – ha detto ancora Toniolo – è stata un’esperienza travolgente che, a questo punto vorrei ripetere anche con i senior e sono particolarmente orgoglioso di poterlo fare assieme a dei tecnici che stimo molto come Pino Maddaloni, Dario Romano e Luigi Guido».

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