L’attesa è finita e, stavolta, il grande judo europeo parla la lingua dei più giovani. Gran Canaria apre le porte ai Campionati Europei Cadetti 2026 e, con loro, a quella generazione di judoka che sogna di trasformare un tatami giovanile in un trampolino verso Mondiali, Giochi Olimpici Giovanili e, un giorno, Los Angeles 2028. Per chi vive il judo dentro il dojo di un club, è come guardare il futuro: ragazzi e ragazze che oggi potrebbero essere compagni di allenamento, domani riferimenti della nazionale.
Gran Canaria, il palcoscenico dei sogni
Sull’isola spagnola sono arrivati 438 atleti in rappresentanza di 43 nazioni, numeri che confermano ancora una volta quanto i Cadet Europeans siano diventati una tappa obbligata nel percorso di crescita dei migliori under 18 del continente. Ogni categoria, ogni sorteggio, ogni shido pesa: la corsa ai grandi appuntamenti internazionali – dai Campionati del Mondo Cadetti ai Giochi Olimpici Giovanili – passa anche da qui, dal modo in cui questi ragazzi gestiranno l’emozione del debutto sul grande palcoscenico.
Numeri che raccontano una crescita costante
Negli ultimi anni la partecipazione non solo è rimasta alta, ma ha continuato a muoversi su livelli da record. Dopo il vertice toccato nel 2024 a Sofia, con 511 judoka e 44 nazioni al via, l’edizione di Gran Canaria si colloca subito alle spalle di quel primato, diventando la seconda più grande di sempre. Dietro quelle cifre ci sono centinaia di storie: viaggi infiniti in pullman, pesature al mattino presto, campioni in erba che condividono il tatami con coetanei che fino a ieri vedevano solo sui social o in streaming. Esattamente il tipo di esperienza che ogni giovane judoka di club sogna di vivere.
Squadre al completo, ambizioni senza freni
Il primo sguardo cade inevitabilmente sulle nazioni che hanno scelto di giocarsi tutte le carte possibili. In qualità di paese ospitante, la Spagna schiera un gruppo completo: 10 ragazzi e 10 ragazze, venti storie intrecciate con le speranze del pubblico di casa. Al loro fianco, altre potenze del judo giovanile arrivano all’appuntamento con squadre piene: Francia, Georgia, Italia, Slovacchia e Ucraina si presentano con 20 atleti ciascuna, un segnale chiarissimo di ambizioni alte e di un lavoro di club alle spalle che, anno dopo anno, continua a produrre risultati.
Per chi segue il judo da bordo tatami in un piccolo palazzetto, sapere che anche l’Italia è qui con una squadra al completo rende tutto più vicino: dietro quelle convocazioni ci sono gli stessi circuiti, gli stessi gran premi, gli stessi allenamenti collegiali che scandiscono la stagione dei club in tutta Europa.
Azerbaijan, il regno dei “leggeri”
Il day one mette subito al centro le categorie leggere maschili, terreno di caccia privilegiato dell’Azerbaigian. Negli ultimi cinque anni, nei tre pesi più bassi, i judoka azeri hanno raccolto 11 dei 15 titoli europei cadetti disponibili: numeri che parlano da soli e che spiegano perché gli occhi di addetti ai lavori e appassionati saranno puntati sulle loro cinture colorate fin dal primo incontro.
Per gli allenatori di club è quasi un laboratorio a cielo aperto: si osservano guardie, impugnature, ritmo dei cambi di direzione, capacità di passare da un seoi-nage esplosivo a un ne-waza immediato. Sono dettagli che, il giorno dopo, tornano utili in palestra, quando si prova a riprodurre quelle soluzioni con i cadetti di casa.
Volti da tenere d’occhio
Tra i nomi che accendono la fantasia nella prima giornata c’è quello della belga Maelys Dapa, atleta più quotata in gara nel day one. Numero due del ranking mondiale cadetti, reduce dall’argento ai Mondiali Cadetti 2025 di Sofia, arriva a Gran Canaria con l’etichetta di favorita e con quel misto di responsabilità e consapevolezza che accompagna chi è abituato a vedere il proprio nome in cima alle liste di partenza.
Accanto a lei spicca la ceca Dominika Gracova, vera “regina” delle Cadet European Cup 2026 nella categoria -40 kg. In questa stagione ha già messo in fila due vittorie a Roma e Bielsko-Biała, arricchite da due bronzi a Samorin e Teplice: un ruolino di marcia che racconta più di qualsiasi presentazione. Per chi guarda da casa, sono i volti che i giovani del dojo potranno indicare come esempi concreti di cosa significhi costruirsi una stagione da protagonista, torneo dopo torneo.
Sei titoli in palio, un futuro da scrivere
Il 29 giugno, con il primo hajime, si apre ufficialmente la corsa alla gloria continentale. Al termine della sessione inaugurale, sei nuovi campioni d’Europa avranno il proprio nome inciso nell’albo d’oro e, forse, qualcuno di loro inizierà a percorrere quel sentiero che porta dalle categorie cadetti ai podi mondiali e olimpici. ogni medaglia, vista dal punto di vista di un club, è anche un messaggio: il percorso è lungo, ma passa proprio da queste giornate, fatte di sacrifici condivisi, staffette di coach a bordo tatami e compagni di squadra che seguono l’evento in diretta streaming.
Il programma del Day 1
Per orientarsi tra le prime emozioni di Gran Canaria, ecco il quadro della giornata inaugurale:
- Lunedì 29 giugno – Gara individuale
- Ragazze: -40 kg, -44 kg, -48 kg
- Ragazzi: -50 kg, -55 kg, -60 kg
Per un club, questa prima giornata è l’occasione perfetta per trasformare una semplice diretta in un momento di condivisione: maxi-schermo in palestra, tute sociali, commenti tecnici tra un ippon e l’altro e, chissà, qualche giovane judoka che in silenzio comincia a pensare: “Un giorno, lì, voglio esserci anch’io.”





