Governo allo sport: altri 95 milioni per la riforma

Novantacinque milioni in più per il sistema sportivo italiano. Li prevede il disegno di legge di assestamento di bilancio approvato in Consiglio dei ministri. In pratica queste risorse si aggiungono ai 408 milioni del minimo garantito e corrispondono al 32 per cento di tutte le entrate fiscali incassate dallo Stato grazie al comparto sport. Nel 2019 si era registrato un più 60 milioni, stavolta si è arrivati a 95.

Frenata nel 2021

Il prossimo anno, invece, è scontato che non si vada oltre la soglia minima vista la grande frenata di tutte le attività per il Covid. Il gettito maggiore servirà a finanziare le federazioni e gli altri organismi sportivi (in particolare enti di promozione e discipline associate) in una fase di grande criticità. Esulta l’ex sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti, ideatore della riforma del 32 per cento che ha istituito Sport e salute e ridimensionato il ruolo del Coni: «Grande soddisfazione, è decisamente una bella giornata, ma adesso il ministro Spadafora faccia sì che queste risorse vadano allo sport e non alla burocrazia sportiva». Soddisfatto anche Simone Valente dei 5 Stelle, l’altro “padre” della riforma, che fra l’altro oggi presenterà un’interrogazione a “risposta immediata” al ministro Spadafora per chiedere il credito d’imposta per le sponsorizzazioni sportive cancellato dal decreto “rilancio”. Infine Giovanni Malagò, presidente del Coni, ribadisce la «grande confusione che c’è sugli sport di contatto». E sui Giochi di Tokyo rinviati al 2021 per il virus, dice: «L’ipotesi annullamento non è assolutamente all’ordine del giorno. Come tutte le situazioni è chiaro che se si dovesse arrivare a determinate criticità ci si deve riporre il problema. Ma ad oggi di questo non se ne parla».

Valerio Piccioni-La Gazzetta dello Sport mercoledì 8 luglio 2020

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