Zagabria, 7 marzo 2010. Matteo Medves ha festeggiato l’esordio in maglia azzurra nella Sports Hall Dubrava di Zagabria con una gara bella e convincente.
Con 468 atleti di 24 nazioni, l’European Cadet Cup-Top Ranking di Zagabria si è dimostrato torneo di alto livello internazionale e, soprattutto, test particolarmente significativo per chiunque persegua obiettivi importanti. Per l’atleta del Dlf Yama Arashi Udine la prima esperienza con la Nazionale U17 è stata certamente positiva, si è fatto trovare pronto sotto il profilo tecnico, atletico e motivazionale, affrontando con la giusta attenzione una gara, quella dei 60 kg, che ha registrato la presenza di 51 atleti. Matteo Medves ha ottenuto una vittoria lampo al primo turno, eliminando per ippon in 10 secondi Drazen Salapic (CRO) e per togliere ogni dubbio che si fosse trattato di un caso, ha replicato nel match successivo, con Jovan Prolic (BIH). Ancora ippon, ma questa volta in 30 secondi. Per il terzo turno l’udinese ha affrontato Adlan Katchikaev, belga dalle origini russe che negli incontri precedenti ha lasciato intendere di essere tutt’altro che disponibile. Medves non si è distratto, ha curato prese, posizione e ritmo, mettendo in crisi il belga che, dal canto suo, non ha mai mollato. Katchikaev attacca in koshi guruma Medves para ed il belga va in ginocchio, un attimo di stasi, Katchikaev insiste e l’udinese, considerata interrotta la continuità dell’azione che la rende valida, si lascia andare. Waza ari. Inizia la rincorsa e Medves riprende la sua azione che manda nuovamente il belga in crisi e per lui arrivano le sanzioni, una dietro l’altra, fino a shido 3. Situazione in parità. Un ko uchi maki komi di Katchikaev mette Medves a sedere, l’azione non valutabile è premiata ugualmente con yuko e, ad una manciata di secondi dal termine, la terna arbitrale si riunisce ancora per assegnare un’altra passività al belga. Varrebbe la squalifica, il quarto shido non viene assegnato e Medves è fuori, perché Katchikaev perde subito dopo con Gleb Zhyvora (UKR). La giornata degli azzurri guidati da Nicola Moraci, Laura Di Toma e Raffaele Toniolo è ugualmente straordinaria e l’Italia U17 sale per cinque volte sul podio. Oro e argento sono arrivati assieme dalla categoria femminile dei +70 kg con Giuseppina Macrì (Milone Crotone) e Carolina Costa (ASD Messina) che, al termine di una gara perfetta, hanno disputato anche una splendida finale, vinta dalla crotonese. Medaglia d’argento anche per Rosetta Melora (Akiyama Settimo Torinese) nei 70 kg, sconfitta soltanto per la differenza di uno shido assegnatole negli ultimi secondi e per Fabio Basile (Akiyama Settimo Torinese) nei 55 kg, protagonista di una eccellente finale con Sakhavat Gadzhiev (RUS), campione d’Europa e del Mondo 2009, cui l’azzurro ha ceduto soltanto per shido2. Questa finale in particolare ha entusiasmato il folto pubblico che, al termine, ha applaudito a lungo entrambi i contendenti. La quinta medaglia per gli azzurri è stata di bronzo e l’ha conquistata nei 63 kg Bintu Fofana (Judo Brianza), mentre Andrea Villari (Yama Arashi Messina) si è classificato al quinto posto nei 50 kg. «Questa prima giornata è andata senza dubbio bene – è stato il commento dei tecnici azzurri Nicola Moraci, Laura Di Toma e Raffaele Toniolo – anche perché sei ragazzi hanno disputato una finale conquistando 5 medaglie, ma ha combattuto bene anche chi non è arrivato nella zona podio. In un contesto così qualificato, oggi meritiamo il primato nel medagliere femminile ed il terzo posto assoluto dietro Ucraina e Russia. Ed è certamente un buon inizio».